Obbligazioni
Domani l’assemblea Alerion, decisivi gli istituzionali
Cheo Condina

La resa dei conti è fissata per domani mattina. All’assemblea dei soci di Alerion, convocata per nominare un nuovo cda, si confronteranno i due soggetti che da diversi mesi, a colpi di Opa e rilanci, si stanno contendendo il controllo del gruppo eolico: la cordata Edison-F2i (raggruppata nella holding Eolo Energia) e il gruppo bolzanino Fri-El, storico operatore nell’energia rinnovabile fino a poco tempo fa rimasto defilato dal grande palcoscenico nazionale. L’obiettivo è lo stesso per entrambi: dar vita al leader dell’energia eolica nazionale, rilevando appunto il controllo Alerion, e poi – partendo da una capacità produttiva di circa 1 GW (per Fri-El un po’ meno) - generare ulteriori efficienze e valore attraverso economie di scala. I rapporti di forza sono i seguenti: Eolo Energia può contare su circa il 39% del capitale, di cui il 16% detenuto direttamente da F2i (che negli ultimi anni è stato azionista di riferimento del patto di sindacato che ha governato la società); Fri-El vanta una partecipazione di poco superiore al 29%. Decisivo, dunque, sarà il voto degli investitori istituzionali e più in generale del 30% del capitale di Alerion che negli ultimi mesi non ha consegnato le proprie azioni né alle due Opa totalitarie di Eolo Energia, né all’Opa parziale di Fri-El sul 29,9% del capitale.

Quello di domani, insomma, è un appuntamento importante, ma che potrebbe non essere decisivo nel caso la spuntasse la cordata Edison-F2i. Settimana scorsa, infatti, Fri-El, con una mossa a sorpresa, ha effettuato un ulteriore rilancio per assicurarsi il controllo di Alerion, lanciano un'Offerta pubblica di scambio sul capitale del gruppo eolico non in suo possesso (circa il 70%) che offre obbligazioni Fri-El a sette anni di prossima emissione del valore di 3 euro per ogni azione di Alerion.

Una proposta che ha fatto storcere il naso, soprattutto in ambienti vicini alla cordata di Eolo Energia: così facendo, si spiega, Fri-El realizza un’Opa a debito appesantendo ulteriormente il proprio bilancio e frenando così le possibilità di sviluppo e di creazione di valore della stessa Alerion. Il gruppo bolzanino, che ha messo in preventivo di emettere bond per 180 milioni, di cui circa metà destinati all’Opa (dove tuttavia l’esborso potrebbe essere ben inferiore) e l’altra metà a investimenti, è invece certo delle proprie competenze e del proprio know hon, prerogative indispensabili per il rilancio di Alerion.

Una cosa sembra certa: comunque vada, difficilmente Alerion potrà perseguire con efficienza la creazione di valore senza una coesistenza collaborativa tra i due grandi soci.

A meno che uno dei due non accetti di essere liquidato, per cassa o per asset, anche se questi sono scenari che appartengono a un futuro ancora tutto da scrivere.

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DOMENICA 29 GENNAIO 2017
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