Musica
A Lucerna per ascoltare lo scioccante Ravel diretto da Chailly
di Armando Torno
Img Description

Il Sommer Festival di Lucerna, che si è aperto quest'anno il 17 agosto e terminerà il 16 settembre, è uno degli appuntamenti musicali più importanti al mondo. Accanto a questo lago amato da Wagner e da altri innumerevoli compositori (non dimentichiamoci di Rachmaninov, che qui creò le sue ultime opere) la musica è di casa. Soprattutto se si ascolta nella sala del KKL Luzern, la Konzertsaal, magnifica per le sue qualità acustiche. Un incanto tecnico isolato dai rumori della vita.

Il 24 agosto sera era in cartellone un programma dedicato a Ravel con Lucerne Festival Orchestra e sul podio Riccardo Chailly, che da un paio d'anni è anche direttore musicale della prestigiosa istituzione. Chi scrive non è riuscito, come dire?, a resistere e si è recato là per ascoltare le creazioni di un compositore inquietante come Ravel. Diciamo e ripetiamo inquietante, perché Ravel sa litigare con l'anima degli ascoltatori, anche se Ildebrando Pizzetti ne denunciava l'aridità sentimentale. Crediamo tuttavia che un suo allievo, Manuel Roland, indicò alcune coordinate per poter meglio misurarne gli orizzonti: “Maestro d'un paradiso artificiale, pieno di fanciulli, di fate, di animali teneri, di fantocci irrequieti, di orologiai senz'anima e d'orologi immortali” (“Tableau du XXe siècle”, Denoel et Steele, Parigi 1933).

Ravel a Lucerna era presente con quattro composizioni: “Valses nobles et sentimentales” del 1911 (per orchestra 1912), “La Valse” del 1919/20, i “Fragments symphoniques aus Daphnis et Chloé” (1909-12) e infine lo sconvolgente “Bolero” del 1928. Quattro momenti che mettono in luce la sua raffinata perizia compositiva e la sofisticata ricerca stilistica: il tutto realizzato dal maestro francese con un linguaggio musicale eclettico e utilizzando nel montaggio anche il repertorio consumistico del tempo. Inutile indugiare su accenti e movenze, perché Ravel non ha concorrenti.

Detto questo, aggiungiamo che l'orchestra del festival di Lucerna è in grado di inseguire bisbigli e fruscii presenti in queste composizioni; non ha problemi nel passare dalla pacatezza del “Notturno” o da un riflessivo “Interludio” dei “Fragments” alla conclusiva “Danse guerrière”, dove gli strumenti sembra che esplodano. Il “Bolero” in quella sala e con tale orchestra è paragonabile a un bombardamento psichico: impossibile salvarsi da siffatta tempesta incalzante e impietosa, che lascia attoniti e fa capire che la musica non è mai intrattenimento, ma - lo scrisse Beethoven nei “Quaderni di conversazione” – “sta al di sopra di ogni filosofia”. Quasi inutile aggiungere altre osservazioni: Ravel non è un compositore religioso, non vi dona la quiete, non favorisce sogni, eppure si ringrazia ogni volta dopo averlo ascoltato, perché sveglia qualcosa in noi. Con Lucerne Opera Orchestra, poi, si tocca la perfezione concessa al consorzio umano.

Infine, il maestro Chailly. Chi scrive lo segue da oltre trent'anni e deve ammettere che è arrivato in quel punto della vita artistica dove si dà il meglio di sé. Lo abbiamo visto inseguire il 24 sera anche un lieve tocco delle percussioni e poi dominare quei pieni orchestrali che Ravel ha creato per mettere a dura prova signori del podio e pubblico che ascolta. Inutile aggiungere un “bravo!”, giacché gli spettatori l'hanno applaudito per una ventina di minuti, spellandosi le mani. Gli ricordiamo soltanto, con il dovuto rispetto, di non stupirsi se Ravel lo ha fisicamente provato, anche perché in sala c'erano persone che verso la fine del “Bolero” portavano il fazzoletto alla fronte e mormoravano: “schockierend”. Che si può tradurre “sconvolgente”, “scioccante”; non importa. Vale più degli applausi a oltranza che non lasciavano uscire dalla sala il maestro Chailly.

Hai raggiunto il limite di 10 articoli gratuiti disponibili questo mese.
Abbonati a Il Sole 24 Ore Mobile per avere accedere illimitatamente a tutti i contenuti del sito mobile
Inserisci il tuo numero di cellulare per attivare l'offerta o, se sei già abbonato, per continuare a leggere.
Altre informazioni