Letteratura
La sincerità è nel far le fusa
di Giulia Crivelli
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Jeffrey Masson ha scritto tantissimi libri. I primi risalgono ai primi anni 80, dopo il brusco licenziamento da direttore dei Freud Archives di Toronto, una delle più importanti istituzioni nordamericane dedicate al padre dello psicoanalisi, che decise di liberarsi di Masson, psicoanalista lui stesso, per alcune dichiarazioni fatte al New York Times che mettevano in dubbio alcuni pensieri di Freud. La controreazione fu che Masson iniziò una personale crociata contro tutte le istituzioni psicoanalitiche e la disciplina in sé. Uno dei primi saggi apparsi in Italia si intitola Analisi finale. Costruzione e distruzione di uno psicoanalista, pubblicato da Bollati Boringhieri nel 1993, ma negli anni precedenti erano usciti negli Stati Uniti, tra gli altri, The Assault on Truth: Freud's Suppression of the Seduction Theory e Against Therapy: Emotional Tyranny and the Myth of Psychological Healing. Saggi inframmezzati da libri sul sanscrito e studi sull'induismo. Perché Masson è un uomo difficilmente inquadrabile, rinascimentale nel suo approccio allo studio e convinto che tutto si possa collegare, che le discipline umanistiche e scientifiche siano vasi comunicanti. E, forse ancora più importante, è un poliglotta, ha vissuto in ogni continente (ora abita in Nuova Zelanda) e nella sua persona convivono le influenze culturali più diverse. Forse non stupisce allora che, abbandonata la psicoanalisi e anche la crociata contro di essa, si sia dedicato allo studio degli animali e delle loro emozioni. Ha pubblicato decine di saggi e influenzato, da non etologo, l'evoluzione di questa scienza tanto affascinante quanto ancora considerata per pochi. Ma forse le cose stanno cambiando: il libro di Carl Safina, Aldilà delle parole, appena pubblicato da Adelphi (si vedano anche gli articoli apparsi su la Domenica del Sole24Ore del 3 giugno e dell'8 luglio), è un voluminoso saggio che dovrebbe sfatare qualsiasi convinzione e pregiudizio sull'inferiorità “comunicativa”, cognitiva ed emotiva degli animali. Semmai si tratta di diversità e della sua comprensione. Tema quanto mai attuale di questi tempi. Tra le opere di Masson spicca La vita emotiva dei gatti, ripubblicato quest'anno dal Saggiatore. Ne I cani non mentono sull'amore, l'autore si era dedicato, appunto, alle emozioni dei cani e soprattutto al legame di semidipendenza affettiva che sviluppano verso i loro “umani”. Col gatto è un'altra storia. Ma non del tutto: Masson scova anche nei piccoli felini un elemento di trasparenza e sincerità che dovrebbe far invidia a qualsiasi persona ambisca a voler davvero comunicare con i suoi simili. Parliamo delle fusa. “Sono quasi sempre una manifestazione di benessere e appagamento. Come tutti sanno, a differenza del sorriso di un essere umano, le fusa non possono essere false. Non ho mai sentito nessuno dire di un gatto che faceva le fusa “sta fingendo”. Numerosi esperimenti hanno dimostrato che le fusa vengono prodotte dal sistema nervoso centrale e sono un atto volontario, non un riflesso condizionato”. Un po' come nel saggio di Konrad Lorenz “E l'uomo incontrò il cane”, si percepisce l'esperienza diretta, l'osservazione dettata dall'affetto e il rigore dell'analisi scientifica. Poiché non parlano la nostra lingua, gli animali vanno ascoltati con attenzione particolare. E quasi sempre, conoscendoli, anche grazie a libri come quelli di Masson, scopriamo qualcosa di noi.
Jeffrey Moussaieff Masson, La vita emotiva dei gatti. Un viaggio nel cuore felino, Il Saggiatore, 248 pagine, 16 euro

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