Cinema
Cannes, Palma d’oro a «Shoplifters». Premiati Alice Rohrwacher e Marcello Fonte
di Andrea Chimento
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La Palma d'oro va a Hirokazu Kore-Eda: il regista giapponese ha vinto il Festival di Cannes con «Shoplifters», film tra i più apprezzati della kermesse francese.

Kore-Eda si è meritato questo riconoscimento per aver realizzato una pellicola intensa e delicata allo stesso tempo, con al centro una famiglia anticonvenzionale che l'autore nipponico ha inquadrato con grande sensibilità.

È stata però soprattutto una serata indimenticabile per il cinema italiano, con Alice Rohrwacher che ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura per «Lazzaro felice» (ex aequo con «Three Faces» dell'iraniano Jafar Panahi) e lo straordinario Marcello Fonte che ha alzato quello per la miglior interpretazione maschile per la sua prova in «Dogman» di Matteo Garrone.

Il Grand Prix della Giuria è andato a Spike Lee per «BlacKkKlansman», film ambientato negli anni '70 ma con un forte sguardo sul presente: è una pellicola di denuncia sul razzismo che lancia diverse frecciate contro l'attuale amministrazione di Donald Trump.

Il titolo di miglior regista, meritatissimo, è stato assegnato al polacco Pawel Pawlikowski per il notevole «Cold War», una storia d'amore in bianco e nero che attraversa gli anni della Guerra Fredda. Il Premio della giuria ha visto salire sul palco la regista libanese Nadine Labaki, grande favorita della vigilia per «Capharnaüm», film che ha diviso la critica presente sulla Croisette.

Una Palma d'oro speciale è andata a Jean-Luc Godard, maestro del cinema francese che ha portato quest'anno a Cannes la sua ultima, sperimentale creazione: «Le livre d'image».

Miglior attrice, invece, alla kazaka Samal Yeslyamova per «Ayka» di Sergey Dvortsevoy, il cui annuncio è stato anticipato dalle dure parole di Asia Argento che ha ricordato quando venne molestata da Harvey Weinstein proprio durante il Festival di Cannes.

Da segnalare anche la Caméra d'or, il titolo per la miglior opera prima, andato al sorprendente «Girl» del belga Lukas Dhont, film presentato nella sezione Un Certain Regard

Va inoltre ricordato che il cinema italiano ha ottenuto riconoscimenti importanti anche tra i film presentati all'interno della Quinzaine des Réalisateurs, sezione parallela del festival: «Samouni Road» di Stefano Savona ha vinto il premio come miglior documentario dell'intera kermesse, mentre a «Troppa grazia» di Gianni Zanasi è stato assegnato il Label di Europa Cinémas, il premio degli esercenti europei che promuove l'uscita dei film nei vari paesi.

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