Cinema
Addio all’attore Paolo Ferrari, tra Brecht e lo spot dei fustini Dash
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Se ne va un grande di teatro, cinema, radio, televisione e doppiaggio. A Roma è morto Paolo Ferrari, 89 anni, attore addirittura da 80, nel curriculum interpretazioni per Alessandro Blasetti, Franco Zeffirelli e Elio Petri. Chi è più giovane lo ricorderà per la fiction Rai Orgoglio. Nato a Bruxelles il 26 febbraio del 1929, si può dire che ha attraversato lo spettacolo in tutte le sue forme per quasi 80 anni, restando fedele soprattutto al teatro, suo grande amore. Senza dimenticare la pubblicità che lo rese incredibilmente popolare, grazie allo spot dei fustini Dash.

I primi passi con Blasetti
Il suo esordio nel cinema risale agli anni dell’infanzia, quando nel 1938, a soli nove anni, ebbe una parte di una certa importanza in Ettore Fieramosca, un film storico-avventuroso tratto dall’omonimo romanzo di Massimo D’Azeglio diretto da Blasetti, uno dei maggiori cineasti degli anni del regime fascista. In seguito, dopo aver frequentato l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, Ferrari affrontò le sue prime prove teatrali, prima nella compagnia Gioi-Cimara-Bagli, poi nella Compagnia dei Giovani. In questo modo iniziò per lui un’intensa attività nel teatro di prosa, alla radio, in spettacoli di rivista e poi in televisione. Attore poliedrico, dalla mimica accattivante e dall’eloquio ironico e fluido, messo in risalto da un bellissimo timbro vocale.

Da Brecht alla pubblicità del Dash
Anche per la televisione lavorò moltissimo: una delle sue migliori interpretazioni rimane quella offerta nella serie gialla Nero Wolfe del 1969, in cui ricoprì con insuperabile ironia il ruolo di Archie Goodwin, segretario del celebre investigatore interpretato da Tino Buazzelli. Negli anni Sessanta, Ferrari lavorò in molti film, per lo più di genere comico-brillante. Un’attività artistica a tratti frenetica ha contraddistinto la sua lunga vita. Grande doppiatore, è stato la voce italiana di Humprey Bogart e David Niven. Interprete raffinato, negli Cinquanta e Sessanta ha lasciato il segno con l’Opera da tre soldi di Bertolt Brecht, ma nell’immaginario dei quaranta-cinquantenni è rimasto impresso per lo spot tormentone dei fustini Dash.

Una famiglia di attori
Era sposato con l’attrice Laura Tavanti e padre di tre figli: Fabio (anche lui attore) e Daniele, avuti dalla prima moglie, Marina Bonfigli (attrice), e Stefano, figlio di Laura. Da tempo si era ritirato dalle scene, viveva in una casa in campagna alle porte di Roma. Riguardo al suo eremo, l’attore aveva recentemente detto: «È un posto dove leggere, ascoltare musica, coltivare rose, andare in bicicletta, meditare. Alla meditazione io dedico ogni giorno qualche ora. Lasciar passare i pensieri, lasciarli andare senza trattenerli».

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