Teatro
Risate senza gravità
di Camilla Tagliabue
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Opinioni di un clown: «Noi e la Chiesa facciamo la stessa attività: vendiamo miracoli». Così sentiva dire in casa, da piccolo, Leo Bassi, figlio d’arte di una famiglia di antichissimo lignaggio circense e ora tra gli ospiti d’onore della prima edizione del festival internazionale Tendenza Clown.

Dopo le anteprime di ieri e oggi a Sesto San Giovanni e Vimodrone, la rassegna – organizzata e diretta da C.L.A.P. Spettacolo dal vivo (Circuito Ministeriale Multidisciplinare per Regione Lombardia) – si apre ufficialmente martedì a Milano, al Teatro Franco Parenti, ospitando sette spettacoli in sette giorni, più un seminario per professionisti condotto da Avner Eisenberg (dall’1 al 3 maggio) e un convegno internazionale (il 4 maggio) per fare il punto sullo “stato dell’arte” dell’arte circense.

Protagonista della settimana sarà ovviamente il circo contemporaneo, in bilico sulla fune tra passato e futuro, tradizione e innovazione, forma d’arte sempre più contaminata e ibrida con il teatro, la danza, la performance, la musica, l’acrobatica... Oltre che dall’Italia, gli ospiti provengono da tutto il mondo: Francia, Spagna, Belgio, Germania, Brasile e Stati Uniti. Tra di essi, ci saranno il duo storico della clownerie acrobatica, gli Okidock, con Slips inside (2 maggio) – una gara di salti mortali «sbagliati e in mutande» –, e due grandi esponenti della clownerie musicale, Les Rois Vagabonds, con un Concerto pour deux clowns (1° maggio) in compagnia di Vivaldi, Strauss, Bach...

Il circo nostrano è rappresentato dal Teatro Necessario, alias Leonardo Adorni, Jacopo Maria Bianchini e Alessandro Mori, con ben due spettacoli: Clown in libertà (5 maggio) e Nuova Barberia Carloni (6 maggio). Il primo è un concerto mancato, continuamente interrotto da improbabili gag e numeri comici; il secondo è uno spaccato tragicomico dell’Italia di provincia, con le sue botteghe, i suoi artigiani, i dottori e gli sciamani.

LPM, invece, è un ensemble meticcio, formato da tre giocolieri (Lucas Castelo Branco, Andres Torres Diaz e Johannes Bauhofer) con tre diversi passaporti (Spagna, Germania e Brasile), incontratisi e formatisi alla scuola di circo “Le Lido” di Marsiglia, e che qui presenteranno l’assurdo Piti Peta Hofen Show (3 maggio). Molto attesi, infine, sono i due padri fondatori della clownerie contemporanea, entrambi animali da palcoscenico e «vaudeville performer» di natali americani: i succitati Leo Bassi e Avner Eisenberg, che saranno anche tra i relatori del convegno sulla figura del clown e sulla sua evoluzione nella storia delle arti performative.

Avner “the Eccentric” si esibirà il 7 maggio con il piccolo cult Exceptions to Gravity, un inno al surrealismo e alle bizzarrie della scienza: da bambino, infatti, Avner sognava di diventare dottore. Si prese pure una laurea con lode in Chimica e Biologia, ma i genitori (!!!) lo spinsero al palcoscenico, spedendolo in Europa dall’America per studiare con Jacques Lecoq.

Accolto nell’International Clown Hall of Fame nel 2002, Eisenberg è uno dei circensi più osannati dalla critica mondiale, da Broadway a Mosca, celebre anche per le sue interpretazioni cinematografiche e le sue comparsate televisive. E pensare che durante il suo soggiorno di formazione a Parigi venne arrestato per «comportamenti eccessivi legati alla buffoneria in pubblico»!

Squisitamente politico, viceversa, è il circo di Leo, un ribelle contro «le ingiustizie e il cinismo del Potere», uno che spera che «la vitalità dei clown possa essere d’ispirazione in questi tempi confusi». Salirà sul palco milanese il 4 maggio con L’ultimo buffone. Dalle Utopie dell'Illuminismo fino al Circo della fine dell’Ottocento, uno spettacolo «basato sulla saga della famiglia Bassi», eccentrici commedianti di origini italiane, francesi, inglesi e austriache.

«Quando anni fa vidi per la prima volta un breve film del 1896 del mio bisnonno Giorgio e di suo fratello Giuseppe, entrambi clown, registrato dai fratelli Lumière, l’impatto fu fortissimo», racconta l’artista, nato a New York. «Iniziai a ricordarmi alcune frasi della mia infanzia circense: “Il nostro non è un lavoro, è una missione”. “Figlio, non ci sono differenze di razza: vali solo per quello che sai fare. Siamo internazionalisti!”. E “bisogna essere orgogliosi di chiamarsi “bassi”. Bassi!”».

Festival internazionale Tendenza Clown, prima edizione; Milano, Teatro Franco Parenti, dall’1 al 7 maggio

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