Religione
Risorgere, che fatica
di Ermanno Cavazzoni
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Nei cortei si gridava: «Il Tal dei Tali è vivo, e lotta insieme a noi», e il tal dei tali invece, poveretto, era morto; era impossibile che qualcuno l'avesse fatto resuscitare come aveva fatto Gesù con Lazzaro, quando gli aveva detto: «Alzati!» e Lazzaro s'era alzato; poi non si sa cosa Lazzaro aveva combinato in questa vita postuma, è probabile credesse fervidamente nei poteri soprannaturali di Gesù e avesse fede in lui, anche se il fatto di essere stato morto non è sicuro se lo ricordasse, poteva sembrargli uno svenimento, di sicuro non era arrivato nell'aldilà perché non l'ha raccontato a nessuno, il corpo non era marcio, se no sarebbe stato un problema alzarsi e camminare, il sangue si è rimesso in circolazione, ha ripreso colore ed è uscito. «Come stai?» gli hanno chiesto. «Non c'è male» ha risposto. «Lo sai che eri morto?». «Davvero?» ha detto, non ci credeva. Comunque ha aggiunto: «Grazie» a Gesù, non gli si è buttato ai piedi perché era un po' incerto. Poi Gesù se n'è andato per la sua strada e sembra si sia dimenticato di Lazzaro, che perciò sembra non sia mai più riuscito a morire, nonostante gli acciacchi, le malattie, l'osteoporosi gravissima, l'Alzheimer, perché continuava a invecchiare, la pelle era piena di macchie e melanomi, poveretto: «Basta! – diceva – con questa vita», inutilmente, perché non si può disfare un miracolo così potente.

Perciò quando si dice: «Il Tale è vivo e lotta insieme a noi», se non fosse una metafora che significa: è vivo il suo ricordo, sarebbe un'affermazione rischiosa. Supponiamo che la volontà di una numerosa folla abbia un potere tale da far rivivere un morto, i fenomeni collettivi non sono stati studiati abbastanza, ma la somma di tante menti ha una forza incredibile, e così il tale rivive, esce dall'obitorio e corre alla manifestazione, sente il suo nome, tutti gridano che è vivo, e lui si presenta: «Sì sono vivo», se gli hanno fatto l'autopsia è un po' malandato, perché in genere aprono e poi ributtano dentro gli organi a caso, quindi è vivo ma con gravi malfunzionamenti, perciò dirà: «Sì sono vivo, ma sto poco bene», per segnalare che è presente, il suo dovere l'ha fatto, ma lottare insieme a loro non se la sente, è tutto in subbuglio, non si sa più dove gli han messo il cuore, dove gli intestini: «Devo fare un po' di riordino». Diciamo che vive come vivono gli zombi, rallentato, senza espressione, non è un bel vedere. «Mettiti in testa al corteo», gli dicono, che si veda che è vivo e lotta con loro; lui supponiamo si metta in testa al corteo, che di sicuro rallenta, ma continuano a gridare che è vivo, ed è vero, che lotti con loro può darsi, non è una lotta accesa, uno appena morto e appena resuscitato può aver voglia di tutto, ma non di lottare, se ne starebbe piuttosto in ospedale a fare analisi, dov'è il cuore? dove mi hanno messo la milza? Quindi il corteo si snoda, tutti lo guardano preoccupati, è pallido, fa quasi paura, gli occhi cerchiati di nero, perché non si può buttare uno appena risorto in mezzo alla lotta! prevale un senso di pena e di responsabilità, abbiamo gridato che è vivo, e lui è vivo davvero, ma dovevamo gridare anche che è sano, o almeno che è vivo e sta bene, non si può far rivivere uno e lasciarlo con dei disturbi gravissimi, in quella condizione di morto vivente che tra l'altro è un tema horror e non c'entra niente con le manifestazioni di piazza fatte da giovani che si agitano per la troppa vitalità giovanile.

Quindi il fatto che sia vivo davvero produce una degenerazione complessiva, un miscuglio di generi cinematografici, e una mestizia diffusa, perché il morto non è felice, anche non gli avessero fatto l'autopsia, anche fosse abbastanza sano, anche avesse ritrovato tra la folla la sua morosa, che era una ragazzetta qualunque, ma essendo stata morosa del morto, s'era guadagnata una posizione eminente, piangeva ma era più fiera, ed al centro dell'attenzione … anche fosse così, tutto uguale a prima, e lui potesse lottare senza gli handicap che inevitabilmente si tira dietro un morto (ad esempio che la sua morosa stava piangendo sulla spalla di un altro, e quindi sia pentita di aver tanto gridato che è vivo, e già si immagina di dover dare delle spiegazioni: «Guarda che con quello non c'è stato niente». «Ma ti piaceva anche prima»? «No, giuro». «E adesso»? «Ne dobbiamo parlare», e la prospettiva è trascinarsi dietro la gelosia e i malumori di coppia), anche si chiarisse tutto all'istante perché la morosa appena l'ha visto s'è tolta dalla spalla dell'altro e lui, un po' frastornato, un po' miope perché portava gli occhiali, ma nel trambusto di morire e rivivere li ha persi, quindi vede tutto sfuocato, ed è lei che lo riconosce, si toglie dalla spalla: «È vivo»! grida, e gli altri: «X.Y. è vivo e lotta insieme a noi» … anche se tutto andasse liscio da un punto di vista medico e da un punto di vista affettivo, succederebbe che a questo punto scoppia il paradosso.

La manifestazione era di protesta per la sua morte, gridavano che invece era vivo, con palese contraddizione, ma tutti sapevano (compresa la polizia) che era una metafora, anzi per l'esattezza si sapeva che era una figura retorica classificabile come ironia, come quando si dice: «Bel tempo»! per dire che piove, nel nostro caso è un'ironia macabra, ma supponiamo (tanto per fare dei paragoni) che la manifestazione fosse stata contro la pioggia, erano giorni che pioveva, la gente era stanca, organizziamo una manifestazione contro la pioggia; e tutti gridano: «Il sole è uscito e splende insieme a noi», sarebbe un'insensatezza, chiunque lo capirebbe, ma è per significare che non si rassegneranno mai alla pioggia e alle nuvole, e che nei loro cuori, sia che piova, tuoni o tempesti, mai il sole cesserà di brillare; lo ripetono tanto che ecco all'improvviso compare davvero il sole; cosa succede? che la manifestazione si scioglie, tutti contenti tornano a casa, convinti che la manifestazione non è stata inutile. Altrettanto per il morto, hanno gridato tanto che è vivo, ed eccolo lì vivo che lotta, e se non lotta però almeno vive. La polizia li guarda in forma interrogativa, il questore (se c'è il questore) domanda al leader del movimento per che cosa ancora stanno manifestando, il morto l'ha riconosciuto anche il questore, sono fenomeni sociologici noti anche al ministero degli interni, è la forza della collettività che agisce sulla natura, il tal dei tali è vivo, cioè resuscitato, e lotta assieme a loro, dunque si sciolga la manifestazione. Gridavano anche: «Polizia assassina», ma non è più vero, mentre è vero che se non c'è un morto, non c'è un assassino. A questo punto si creerebbe un certo rancore verso il morto, che tornando in vita non permette più di lottare, e magari anche la morosa in fondo sarebbe scontenta, perché da una posizione preminente di vedova, ricadrebbe in quella scontata di morosa, e il tipo sulla cui spalla piangeva sfumerebbe, lo dovrebbe passare al secondo posto assieme agli altri in attesa, che escludevano la possibilità di una resurrezione. Il morto si troverebbe sbalzato di nuovo in una vita che però l'aveva già escluso, e se è vero il precedente di Lazzaro che una volta risorti non si muore più, continuerebbe a vagare di manifestazione in manifestazione, ovunque ci sia da gridare slogan, senza più una chiara coscienza politica, ma sempre in prima fila a sgolarsi: «Tremate, tremate, le streghe son tornate», creando anche diffidenza: «Ma chi è quello lì»? «Non lo so, c'è in tutti i cortei». «Sembra un cadavere, hai visto che faccia spettrale? non sarà un ex fascista»? (è facile che i morti siano di destra, nostalgici).

Passano gli anni, non lo riconoscerebbe più nessuno, sarebbe sempre più vecchio e mal sopportato, con gravi malfunzioni agli organi interni sconquassati, sempre dal gastro-enterologo a lamentarsi, sarebbe un disadattato, un relitto dei tempi andati, e probabilmente contribuirebbe ad aumentare il numero degli zombi tra noi, non per sua colpa, ma per la forza che hanno gli slogan gridati con esagerata convinzione, paragonabili agli antichi miracoli. Quindi non si ripetano slogan rischiosi che facciano rivivere irresponsabilmente qualcuno, ciò crea zombi infelici e molti pasticci.

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