TV
Leone e altri (nomi di) animali: quando il vip «battezza» con fantasia
di Francesco Prisco
Img Description

A ciascuno il suo Royal Baby. Agli inglesi il monellissimo «Little George», fliglio primogenito nel quale William duca di Cambridge e Kate Middleton si sono compiaciuti. A noi Leone Lucia, primo nato della coppia da 40 milioni di follower complessivi (in due) composta dal rapper Fedez e dalla fashion blogger Chiara Ferragni. Nato nella notte tra il 19 e il 20 marzo a Los Angeles, con tutti i vantaggi del doppio passaporto. Nato presso il Cedars Sinai Medical Center, dove già Beyoncé e Jay Z hanno visto venire alla luce i frutti del proprio amore, perché ai Nostri piace puntare in alto.

E vai con condivisioni, post, tweet, retweet, whatsapp: a neanche 24 ore dal primo vagito, il piccolo Leone è diventato immediatamente trend topic e ha subito potuto alzare l’asticella di Google Trends. Webstar figlio di webstar, niente di troppo anomalo quando hai papà e mamma che, sul web, fanno gli influencer di professione, lui con una società di gestione del portafoglio attività (la Zedef) che nel 2016 ha fatturato 3 milioni per un utile di 800mila euro, lei con due «ditte», Serendipity Srl e Tbs Crew Srl, dal rispettivo giro d’affari di 1,4 e 3,2 milioni. Ma qui ci piace l’idea di spostare l’obiettivo, puntando all’appellativo scelto per la creatura: Leone, nome proprio degno di 13 papi, cinque dei quali santi, e di un re prodotto dalla Walt Disney Pictures 20 e passa anni fa, roba da 968 milioni di dollari d’incasso che neanche papà Fedez e mamma Ferragni in tutta la carriera. Nome comune di animale non comune, perché qui parliamo di quello che nella foresta se la comanda, nella storia per più volte simbolo di potere civile (Leone d’Inghilterra) e religioso (Leone di Giuda).
Nome che non passa insosservato: verrebbe da chiedersi se in classe con papà Fedez, ai tempi delle elementari di Buccinasco, c’era un bambino che si chiamava Leone. «Non c’è il Leone/chissà dov’è», risponderebbe Adriano Celentano.

Frank Zappa, papà dei «papà originali»
Ma forse la logica della coppia più bella del mondo dell’internet potrebbe essere stata un’altra: battezzare con fantasia ha un che di aristocratico, il nome anomalo fa molto vip, quello di animale fa classe dirigente. Padre di tutti i «vip padri originali», probabilmente, fu il grande Frank Zappa. Quattro figli per lui dai nomi piuttosto improbabili per un genitore italoamericano nativo di Baltimora: Moon, Dweezil, Ahmet e Diva. Al momento della nascita della primogenita Moon, poi, il baffuto chitarrista rischiò pure l’intervento delle forze dell’ordine quando, sul questionario della clinica che s’informava sul credo religioso del neo-papà, pretese di scrivere: «Musician».

«A» come Apache, «O» come Oceano
Anche in Italia la fantasia battesimale non è mai mancata. Prendiamo Ignazio La Russa, fondatore di Fratelli d’Italia, già ministro della Difesa del quarto governo Berlusconi, grande passione per la storia degli indiani d’America. Tre figli, tre nomi che fanno pensare all’orgoglio dei popoli nativi: Geronimo, Lorenzo Cochis e Leonardo Apache.
Il nonno e i prozii, com’è noto, vestivano «alla marinara». Lo si capiva già dai nomi: Gianni, Umberto, Susanna. Ma John Elkann, presidente del gruppo Fca, è nato a New York e non gli manca certo il coraggio di osare. Nelle scelte industriali, come in quelle private: i suoi tre figli si chiamano Leone Mosé, Oceano Noah e Vita Talita. Che Fedez e la Ferragni si siano ispirati proprio al secondo genito di Elkann? Scelta originalissima, un po’ biblica e un po’ «animale» anche per Flavio Briatore che ha chiamato Nathan Falco il figlio avuto con Elisabetta Gregoraci. Mentre Luca Cordero di Montezemolo ha scelto Lupo per il bimbo avuto da Ludovica Andreoni.

Il Balotelli «dantesco» e Ciro Messi
Poi ci sono i calciatori che, all’interno del popolo dei vip, fanno un po’ una tribù a sé. Francesco Totti e Ilary Blasi per esempio si sono sbizzarriti soprattutto con la secondogenita, Chanel. Come la stilista Coco, il profumo con cui andava a letto Marilyn o, se preferite, la spietata killer interpretata da Cristina Donadio in Gomorra - La serie. Azzardo dantesco per Mario Balotelli che, nel battezzare la bimba avuta da Raffaella Fico, ha chissà quanto consapevolmente citato il Divin Poeta: «ricordati di me che son la Pia». Che Supermario tutto d’un tratto sia diventato uomo di buone leture? Chiederemo delucidazioni a Mino Raiola.

Antonio Cassano, l’ex ragazzo di Bari Vecchia che, se avesse voluto, sarebbe diventato il calciatore più forte della sua generazione (a detta sua), ha chiamato il secondo figlio Lionel in omaggio a Messi, il calciatore più forte della sua generazione (a detta dei più). Il bello è che Lionel Messi, quello vero, ha chiamato il terzogenito Ciro. Che sia un omaggio a Dries Mertens, il bomber tascabile di Mister Sarri che una Napoli impazzita per le sue prodezze ha ribattezzato Ciro? Non vi fate illusioni: Leo ha scelto di omaggiare da un lato Ciro Pertusi, cantante punk argentino di cui è grande fan, dall’altro Ciro di Persia, a quanto pare l’unico argomento scolastico che abbia mai studiato in vita sua. Nessuno si senta offeso: certe volte scegliere la tradizione, davanti al fonte battesimale, è una mossa da fuoriclasse.

Hai raggiunto il limite di 10 articoli gratuiti disponibili questo mese.
Abbonati a Il Sole 24 Ore Mobile per avere accedere illimitatamente a tutti i contenuti del sito mobile
Inserisci il tuo numero di cellulare per attivare l'offerta o, se sei già abbonato, per continuare a leggere.
Altre informazioni