Cinema
«I primitivi» hanno inventato il gioco del calcio in un film divertente per tutta la famiglia
di Andrea Chimento
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Il cinema d'animazione è protagonista nel weekend in sala con «I primitivi», nuovo film della Aardman, studio britannico che ha creato titoli di altissimo livello come «Galline in fuga» e «Wallace & Gromit – La maledizione del coniglio mannaro». La specialità della casa è la tecnica della stop-motion e non fa eccezione quest'ultimo lungometraggio diretto da Nick Park, regista di punta dello studio d'animazione.

Protagonista è il primitivo Dug che, insieme a una strampalata tribù di cavernicoli, verrà sconvolto dal passaggio dall'Età della Pietra a quella del Bronzo. La transizione improvvisa, che scombussola la loro quotidianità, si traduce anche nella scoperta, per Dug e i suoi amici, di un gioco chiamato “calcio”, che capiranno essere stato inventato dai loro antenati. Proprio da una partita di calcio dipenderà il loro destino e la salvaguardia della terra a cui sono legati.

Tecnicamente notevole, «I primitivi» conferma l'ottimo livello visivo dei prodotti Aardman, così come la straordinaria capacità dei loro animatori di far divertire grandi e piccini. Si ride spesso nel corso di una pellicola che, proprio come «Galline in fuga», punta anche sul forte messaggio dell'importanza dell'aiuto degli altri e del gioco di squadra nel raggiungere un obbiettivo.
La narrazione è meno fluida e leggermente più contorta che nei precedenti lungometraggi della casa d'animazione britannica, ma il coinvolgimento resta sempre altissimo e molti passaggi di stampo surreale colpiscono nel segno. Da vedere con tutta la famiglia.

Novità interessante in sala è anche «The Party», ultima fatica della regista inglese Sally Potter, presentato in concorso al Festival di Berlino dello scorso anno. Il film si apre con una coppia di mezz'età, Bill e Janet, che si prepara a dare una festa nel proprio appartamento a Londra: Janet è stata nominata Ministro del Governo ombra, coronando così la sua carriera politica, ed è pronta a celebrare con il marito e gli amici più cari. La festa, però, prende una piega inaspettata quando Bill fa due rivelazioni che sconvolgeranno sua moglie e tutti i presenti.

Si tratta di una storia in tempo reale, che racconta poco più di un'ora nella vita di sette personaggi (più uno misterioso), tra colpi di scena, segreti che non saranno più tali, tradimenti, fragilità e complesse dinamiche coniugali.
Il tipico humour nero britannico è presente in quasi tutta la pellicola, ma la Potter alterna il registro comico a quello tragico, seppur risulti decisamente più efficace il primo del secondo. È un'operazione piuttosto semplice e priva di grandi pretese, ma comunque capace di fare discretamente il suo dovere e di intrattenere dalla prima all'ultima sequenza. Nel cast ci sono nomi del calibro di Timothy Spall, Kristin Scott Thomas, Bruno Ganz e Cillian Murphy.

Infine, una menzione per «Final Portrait» di Stanley Tucci.
Al centro c'è il rapporto tra il grande scultore e pittore Alberto Giacometti e lo scrittore James Lord: i due, amici da dieci anni, si incontrano a Parigi, dove Giacometti chiede al giovane Lord di posare per lui per un paio di giorni al massimo. I due giorni diventano diciotto: un processo artistico complesso che, tra rifacimenti e rinvii, si chiude con la realizzazione del ritratto firmato dall'artista svizzero.
Dieci anni dopo «Blind Date», l'attore Stanley Tucci torna dietro la macchina da presa per questo biopic che vorrebbe analizzare la controversa personalità di Giacometti, il suo talento, ma anche il suo carattere scorbutico e la sua scarsa propensione a rispettare le scadenze lavorative. Peccato che il film non riesca mai ad approfondire come dovrebbe la psicologia dell'artista né a far evolvere il rapporto tra i due protagonisti e si limiti a raccontare la vicenda in maniera poco coinvolgente. Priva di guizzi la regia di Tucci, debole la sceneggiatura e poco in forma persino Geoffrey Rush nei panni di Giacometti, probabilmente vittima della sterile caratterizzazione del suo personaggio.

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