Economia e Societa
Pacificamente sovversivo
di Mauro Campus
Img Description

Nel 1989 Liu Xiaobo aveva 34 anni. L’intellettuale cinese lavorava a New York: alla Columbia University, approdo di una carriera fulminea. Oggi sappiamo che la primavera di quell’anno fu uno dei momenti di svolta del XX secolo. In un anno che avrebbe visto la fine del conflitto bipolare, il “maggio cinese” rappresentò uno dei segnali più chiari del mutamento del sistema internazionale. La Cina viveva – senza pause e con un andamento euforico – un ritmo di crescita medio del Pil di oltre il 9%, con punte del 14%. In poco più di vent’anni la demaoizzazione e l’attuazione delle “quattro modernizzazioni” di Deng avevano trasformato il Paese. La Cina era diventata uno dei protagonisti dell’economia mondiale: un attore sulle cui contraddizioni l’Occidente aveva deciso di soprassedere, in osservanza alle regole della Guerra fredda globale. Gli effetti prodigiosi della modernizzazione cinese avevano fatto nascere nelle nuove generazioni aspirazioni a un cambiamento politico che prevedesse una transizione dal regime oppressivo verso forme articolate di rappresentanza. Dal 4 maggio 1989 migliaia di giovani si mobilitarono da ogni parte del Paese per occupare pacificamente uno dei luoghi simbolo della Cina: Piazza Tienanmen. Xiaobo era uno di quei giovani, un professore disposto a rinunciare ai suoi privilegi di occidentale d’adozione tornando a Pechino per guidare la manifestazione del dissenso della sua generazione: un dissenso che non mirava alla distruzione del regime, ma alla sua riforma.

Per un mese quella manifestazione fu tollerata e il suo epilogo cruento ai primi di giugno segnò contemporaneamente il ritorno di Pechino alla repressione violenta e l’inanità dell’Occidente davanti all’umiliazione dei suoi valori: primo tra tutti la tutela dell’universalità dei diritti umani e civili. Nei successivi venticinque anni l’atteggiamento della Cina e dell’Occidente si è – se possibile – imbarbarito. Davanti al protagonista dell’economia internazionale, i Paesi occidentali hanno ipocritamente chinato il capo o, al massimo, hanno episodicamente balbettato dichiarazioni convenzionali e isolate sulla radicalizzazione della repressione cinese e sulla sordità con la quale le autorità di Pechino affrontano le rivendicazioni di una società in silenziosa ebollizione. Dal 1989 le porte delle prigioni cinesi si aprono e si chiudono continuamente per Liu, che diventa un “nemico dello Stato” e viene condannato anche al campo di rieducazione. Ma niente seda la sua militanza né smorza la sua convinzione che il cambiamento del suo Paese sia possibile. L’ultima battaglia – quella che gli costerà la condanna a undici anni e a due anni di privazione di diritti politici per “aver incitato alla sovversione contro lo Stato” – è l’elaborazione di Charta 08, il manifesto – ispirato a Charta 77 dei dissidenti cecoslovacchi alla fine degli anni Settanta – pubblicato nell’anniversario della Dichiarazione Universale dei diritti umani. Xiaobo confida nel potere di internet: un mezzo che gli pare nato per essere libero e attraverso il quale gli sembra possibile far circolare idee e opinioni. Lo stesso mezzo che in queste ore nel suo Paese ha oscurato la notizia della sua scomparsa. Quando nel 2010 gli viene attribuito il Nobel per la Pace, il prigioniero Liu è diventato il simbolo della battaglia per i diritti umani in Cina, e non solo.

Vista da questa parte di mondo la morte in cattività di Xiaobo racconta soprattutto la storia dei silenzi del civilissimo occidente, il tradimento della sua storia intellettuale e delle sue istituzioni in nome di un’interdipendenza economica divenuta la costituzione non scritta del XXI secolo. Nella recessività della civiltà politica rispetto a ciò che sono considerate priorità economiche ineludibili è ravvisabile non solo il limite oggettivo del diritto internazionale contemporaneo, ma la trasformazione irreversibile del sistema valoriale che ha reso possibile il nostro sviluppo. E che oggi finisce per minacciarlo.

17 LUGLIO 2017 | 12:35
Hai raggiunto il limite di 10 articoli gratuiti disponibili questo mese.
Abbonati a Il Sole 24 Ore Mobile per avere accedere illimitatamente a tutti i contenuti del sito mobile
Inserisci il tuo numero di cellulare per attivare l'offerta o, se sei già abbonato, per continuare a leggere.
Altre informazioni