Domenica
Sette anni da Papa Benedetto
Lucetta Scaraffia

Ha senso che una persona priva di una preparazione teologica quale sono io si occupi di uno dei più importanti teologi del nostro tempo, Joseph Ratzinger? Pur con qualche timore, rispondo: sì, senza alcun dubbio. Tutta la sua opera, infatti, è rivolta non solo alla ristretta comunità degli specialisti, ma a tutti i suoi contemporanei – siano essi credenti o non credenti – e nasce dalle domande che l'epoca attuale sollecita. Sono saggi e libri pensati per tutti noi, che siamo contemporanei di questo grande teologo capace di pensare il nostro tempo e di cercare le risposte che la cultura cristiana può e deve trovare. Si tratta di testi scritti, infatti, con un linguaggio limpido e chiaro, e quindi comprensibile anche ai non addetti ai lavori, i quali vengono trascinati nella lettura perché scoprono risposte a domande inevase da sempre, o che avvertivano confusamente, senza trovare la lucidità per porsele. Le parole di Ratzinger sono come una luce chiara e paziente, e viene da pensare a quella che John Henry Newman – intellettuale cattolico molto amato da Benedetto XVI che ha voluto beatificarlo personalmente a conclusione del suo viaggio in Gran Bretagna – chiamava «luce gentile» (kindly light). Una luce che porta i lettori a fare chiarezza sulle domande fondamentali della vita ripresentate nel modo in cui si pongono oggi. In questo conta certamente il fatto che egli sia stato per anni un professore, abituato quindi a farsi ascoltare da menti giovani, e che a detta di molti testimoni sia stato un ottimo professore. Un docente soprattutto aperto, che teneva sempre presenti i diversi punti di vista e le molte possibili interpretazioni di un argomento: «La discussione – ricorda un antico allievo degli anni di Ratisbona, Vincent Twomey – regnava suprema. Su ogni singolo argomento il professore vagliava tutte le obiezioni, sia quelle storiche sia quelle dei teologi contemporanei, e prendeva sul serio tutte le opinioni e le ipotesi, anche quelle dell'ultimo arrivato».
La pubblicazione dell'opera omnia di Benedetto XVI – attualmente in corso – costituisce quindi un'operazione di grande importanza sul piano culturale, e non solo su quello religioso; anche perché mette in evidenza un carattere particolare del papa attuale, quello cioè di essere un intellettuale di grande profondità, vera e propria eccezione fra quanti in genere sono ascesi al soglio pontificio. Probabilmente dai tempi di Leone Magno, quindi da oltre quindici secoli, non era mai stato chiamato al soglio di Pietro un uomo che, sul piano teologico, così profondamente avesse riflettuto sulla funzione della Chiesa e della fede nel suo tempo, un sapiente che avesse cercato di capire sino in fondo il mondo in cui si trova a vivere.
Certamente, un papa così era necessario in questo momento storico, ed è difficile non riconoscerlo: la modernità, infatti, è soprattutto una crisi di senso, cioè una frattura culturale che comincia dal modo stesso di concepire l'essere umano. Non bastava che la Chiesa cattolica mantenesse il suo ruolo di custode fedele della tradizione; ci voleva un passo in più, un salto di lucidità per trovare il modo di spiegare al mondo contemporaneo il patrimonio della tradizione, e per farlo ci voleva un intellettuale che questo mondo lo comprendesse sino in fondo. Le opere di Ratzinger sono innanzi tutto la storia di questo processo di comprensione e, soprattutto, la ricerca di una risposta cristiana adeguata alla modernità e alla secolarizzazione. E sono anche la prova che in un momento di crisi religiosa così forte come quello che stiamo vivendo è importante, anzi necessario, che colui che è divenuto la guida visibile della Chiesa riunisca in sé le qualità di pastore con quelle di intellettuale, di teologo, di sapiente.
Attraverso la lettura delle sue opere abbiamo quindi modo di capire il suo pensiero, comprendendo il quale diventano più chiare le sue scelte e le sue azioni come pontefice, ma al tempo stesso possiamo in questo modo capire meglio noi stessi, esseri umani travolti dalla modernità, abituati a vivere in una atmosfera culturale che procede ignorando la verità e quindi anche la sua ricerca.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
in regalo con il sole
Martedì 24 aprile Il Sole 24 Ore e L'Osservatore romano regaleranno ai propri lettori il volume «Joseph Ratzinger. Teologo e pontefice».
Il volume contiene un dialogo tra Armando Massarenti e Giuliano Ferrara sulla laicità, un saggio di Lucetta Scaraffia (di cui pubblichiamo uno stralcio in questa pagina) e una cronologia di Papa Ratzinger del direttore de L'Osservatore romano Giovanni Maria Vian.
Il 10 maggio si terrà a Milano alle ore 18.15 presso la sede di Il Sole 24 Ore (via Monte Rosa, 91) uno dei quattro incontri del ciclo promosso da il Gruppo e 24 ORE e la Fondazione Milano Famiglie 2012 «Dalla crisi economica alla speranza affidabile: le nuove vie per la crescita della Famiglia». Il convegno sarà dedicato a «L'economia ai tempi di crisi. Quale sostegno alla famiglia» con la partecipazione del cardinale Peter Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. Il prossimo incontro si terrà il 17 maggio sempre al Sole 24 Ore con l'intervento del cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano

Hai raggiunto il limite di 10 articoli gratuiti disponibili questo mese.
Abbonati a Il Sole 24 Ore Mobile per avere accedere illimitatamente a tutti i contenuti del sito mobile
Inserisci il tuo numero di cellulare per attivare l'offerta o, se sei già abbonato, per continuare a leggere.
Altre informazioni