Mercato
S&P: dove salgono di più i prezzi delle case in Europa
di Paola Dezza
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È un panorama di crescita stabile quello relativo al mercato delle case in Europa, con alcune Nazioni che vedono salire nuovamente la febbre del mattone. Secondo la fotografia scattata da S&P le condizioni monetarie nell’Eurozona, in Svizzera e Regno Unito sono favorevoli a chi vuole comprare la propria casa. I Paesi dove bisogna fare i conti con rialzi dei prezzi del mattone sono Irlanda, ancora una volta come nel recente passato, dove i valori saliranno dell’8% nel 2019 (+9,6% nel 2018 e +11,9% nel 2017), Paesi Bassi e Portogallo.

E L’Italia? Le quotazioni restano ferme per via della ripresa economica agli albori e della situazione della disoccupazione.

In Francia i prezzi sono saliti del 2,7% quest’anno ma la crescita si ridurrà in maniera lieve il prossimo anno e quelli successivi (+2% per il prossimo triennio). In Germania i prezzi crescono ancora ma in misura ridotta rispetto al passato (+4%), mentre in Portogallo i rialzi quest’anno sfioreranno il 9,5 per cento. Per il prossimo triennio i rialzi caleranno: 7% (2019), 6% 82020) e 5% 2021. I valori per le case esietenti sono saliti del 13%, mentre quelli delle case nuove del 9,7%. A Lisbona il valore mediano per metro quadrato è salito del 20% a 2.581 euro. A Porto il valore è salito del 23% a 1.379 euro. Ma il mercato rimane comunque abbordabile.

La vicina Spagna continua sulla strada della crescita, dopo avere messo a segno le riforme che hanno fatto ripartire il settore immobiliare. I prezzi qui saliranno del 5,6% quest’anno, nel 2019 metteranno a segno un +4,3%, che scenderà a un +3,5% nel 2020 e a un +3% nel 2021. Il Regno Unito invece dovrà vedersela ancora con la Brexit. I rialzi dei valori resteranno nell’ordine dell’1,8% tanto nel 2018 quanto nel 2019.

Tornando all’Italia i valori fermi quest’anno (+0,2%) saliranno dell’1,3% l’anno prossimo secondo S&P. Cresceranno poi dell’1,8% nel 2020 e del 2% nel 2021. I bassi tassi di interesse favoriranno la ripresa della domanda di abitazioni. Tuttavia rimane alto il tasso di disoccupazione (11,1%). I permessi per nuove costruzioni sono saliti dell’11,4% l’anno scorso dopo una discesa del 16% in media dal 2005 al 2016. Le transazioni salgono ininterrottamente dal 2012. E quest’anno si potrebbero toccare nuovamente le 600mila unità vendute.

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