Mondo Immobiliare
I centri commerciali investono sulla sostenibilità
di Maria Chiara Voci
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Comprare in modo sostenibile non dipende solo da cosa si mette nel carrello. Nell’era del risparmio energetico e dell’edilizia che si mette (o si dovrebbe mettere) al servizio dell’utente, l’attenzione dei consumatori si sta spostando anche sulle caratteristiche del luogo fisico in cui si va a fare la spesa. A partire dai grandi centri commerciali – ma fino al negozio di prossimità – aumentano gli investimenti mirati al rispetto dell’ambiente (e a comunicare questa scelta all’utente).

La posta in gioco non è solo la riduzione delle bollette: il centro commerciale – idealmente associato a consumi “sfrenati”, anche di energia e di territorio – punta a diventare un luogo in cui si sta bene in armonia con la natura. Committenti e progettisti sono ben consapevoli che elementi come un buon ricambio d’aria, temperatura confortevole, apporti di luce naturale, attenzione alla qualità di arredi e allestimenti sono tutti fattori che fanno aumentare anche la quantità di acquisti.

Gli esempi non mancano. A partire dal Nordovest dove Oscar Farinetti – il “papà” di Eataly, catena che ha sposato anche nella struttura il concetto di slow food, e dell’innovativo (e sostenibile) centro agroalimentare Fico di Bologna – sta mettendo a segno un altro concept. Aprirà alla fine del 2019 (di nuovo a Torino, dove tutto è iniziato), Green Pea: una struttura di 10mila mq interamente in legno proveniente da foreste certificate, integrata con serre bioclimatiche (irrigate con acqua di riciclo) e con impianti solari e fotovoltaici (ma nel progetto c'è anche l’ipotesi di recupero di energia dal calpestio di pavimento). All’interno, i negozi saranno specializzati in prodotti ecosostenibili, ma ci saranno anche spazi dedicati al relax e al benessere.

La Coop Alleanza 3.0 sta facendo scuola in Italia: il centro di Formigine (Modena), inaugurato da poco più di un anno, somma l’uso di diverse tecnologie che vanno oltre le classiche soluzioni legate a fonti rinnovabili e involucro: i solar tube catturano la luce naturale e la convogliano verso l’interno; i banchi frigo sono chiusi da sportelli e dotati di sistemi per il recupero di energia; una parete verde nel punto vendita assorbe le emissioni di anidride carbonica; fino all’Albero del riciclo per il conferimento della plastica. Tutto certificato Leed Gold.

Un salto in avanti, che si innesta in un percorso già avviato da tempo: riavvolgendo il nastro al 2006 era stato Carrefour a scommettere sul legno lamellare di Rubner Holzbau a Limbiate, in Brianza, realizzando uno shopping center architettonicamente innovativo, leggero e luminoso, giocato sul concept di base dello sviluppo tridimensionale della “C” di Carrefour (soluzioni simili a quelle adottate per l’autogrill Villoresi Est sulla A8 nel 2013). In legno anche Il Centro ad Arese (sempre alle porte di Milano), progettato da Michele De Lucchi, una delle più importanti e imponenti aperture degli ultimi tempi. A spiccare è la copertura in Glulam: un legno lamellare realizzato con materiali sostenibili e per la prima volta applicato per un centro commerciale. Anche questo certificato Leed, come diversi altri mall italiani, ad esempio il centro Adigeo di Verona.

Altri hanno scelto invece Breeam (bollino simile nei contenuti ma meno conosciuto di Leed, che si sta affermando anche in Italia soprattutto nel campo del retail): dal Centro Sarca di Milano al Katanè di Catania (marzo 2018) fino al Tiburtino Shopping Centre di Roma. Sempre il gruppo Immobiliare Grande Distribuzione Siiq (e Coop Alleanza che dentro ha la piastra di supermercato) ha aggiunto alla lista il centro Esp di Ravenna (rinnovato completamente lo scorso anno e premiato ad aprile da Cncc). Un caso di eccellenza in Italia che consuma pochissime risorse energetiche grazie anche a led, impianti fotovoltaici e riuso delle acque. A disposizione dei clienti colonnine per la ricarica di auto e bici elettriche. Portano invece il sigillo CasaClima il negozio Salewa di Bolzano – progettato da Cino Zucchi e Park Associati, e caratterizzato da tetto verde e fotovoltaico di avanguardia – e il market per l’edilizia e artigianato Tophaus di Christian Rubbert. L’azienda Verde Profilo a Milano al Green Food Court ha ricreato un lago di ninfee a soffitto: un sistema di ultima generazione che non richiede manutenzione, ma genere tutti i benefici di inserti verdi.

Non mancano i contributi delle archistar. A Milano, sono firmati da Zaha Hadid Architects gli spazi del CityLife Shopping District (certificato Leed): tra le particolarità gli interni completamente rivestiti di bambù (dagli scaffali ai pavimenti, fino ai corrimano). Massima attenzione alla qualità del materiale, prodotto da Modo, e alla riduzione nell’impiego di colle e vernici acriliche. Kengo Kuma ha firmato, nell’Oriocenter di Bergamo, un negozio per la catena di cosmetici Kiko (anche questo Leed): spicca la grande attenzione agli arredi che provengono dalla catena del riciclo.

Fra i punti di riferimento a livello internazionale, anche gli architetti italiani. Molto noti – anche per l’attenzione al recupero dell’esistente, al dialogo con il territorio e all’uso in chiave contemporanea dell’artigianalità locale - i Docks di Marsiglia firmati da Atelier Femia. In Cina, a Pechino, Stefano Boeri si è occupato su più fronti di commerciale. Fra le realizzazioni recenti, la riprogettazione degli interni del Centro Easyhome Top Design.

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