In Casa
Il design outdoor di Driade è pronto per la Luna: guarda il cortometraggio
di Sara Magro
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Come arrederemo i nostri giardini quando abiteremo sulla Luna?
È la domande a cui Driade ha immaginato di rispondere per festeggiare i cinquant'anni di attività e di impegno nel creare design innovativo e duraturo, addirittura fino al tempo in cui vivremo su un altro pianeta.
Anticipando il cinquantesimo anniversario dell'allunaggio dell'Apollo 11, avvenuto nel luglio 1969, Driade ha incaricato Piergiorgio Robino e il suo Studio Nucleo di realizzare la prima collezione “outdoor” per il satellite.

Lo Studio torinese si è ispirato ad alcuni best seller di Driade e alle ricerche dell’Agenzia Spaziale Europea, per disegnare due sedie in tributo a Philippe Starck, e due tavolini, uno in omaggio a Naoto Fukasawa e uno al “Cuginetto”, pezzo storico del 1973 di Enzo Mari. Realizzati per il momento in sabbia nera leggera, i singoli arredi-scultura sono progettati in regolite, un materiale di cui è ricca la superficie lunare, da stampare in 3D direttamente sulla Luna. A corredo della collezione, hanno aggiunto un set di bocce, sempre in regolite, pensando già a qualche passatempo.

Si tratta di un progetto visionario che, nella celebrazione della storia del marchio, si interroga sugli scenari futuri e offre una possibile anticipazione delle modalità di fruizione degli spazi abitativi nel 2068 in un contesto pensato per una dimensione “aliena”.
Dall'Italia al mondo, all'extra-terrestre, Driade ha voluto andare oltre il suo ruolo di punto riferimento del design per cinquant'anni, e si è rivolta a un gruppo di creativi per ipotizzare un futuro, poi non così lontano, di viaggi e traslochi nello spazio. Sono anni che la Virgin Galactic di Richard Branson lavora al primo volo suborbitale per turisti, e ha già una lunga lista di acquirenti nonostante il prezzo astronomico. Non è pura speculazione ma la rappresentazione di una tensione innata verso altre dimensioni.

Osservando l’allestimento spaziale di Driade presentato alla Design Week di Milano lo scorso aprile, è naturale interrogarsi su come sarebbe la nostra vita su un pianeta diverso: come sarà il primo impatto? Come useremo spazio e tempo?
Alla questione l'azienda di design milanese risponde con “Moonage Daydream”, un cortometraggio di 2 minuti e 38 secondi che ha come tema un viaggio sulla luna, come set il salotto di Studio Nucleo, e come protagoniste la modella keniana Giannina Oteto ed Elena Radonicich, attrice rivelazione in “Fabrizio De Andrè. Principe Libero”.

Nel corto di Driade, diretto da Adriano Valerio su soggetto di Gianluigi Ricuperati, due veneri terrestri danzano in balia della corrente universale alla ricerca della “posizione confortevole”, un concetto di Bruno Murari che rappresenta la missione ideale del design di creare bellezza e benessere contemporaneamente. I corpi si intrecciano e si piegano uno sull'altro, fluttuando quasi senza gravità tra gli arredi iconici, mentre il personaggio senza nome di Oteto medita su filosofie astratte sullo sfondo di un pianeta Terra che ronza come un ripensamento: «Ogni essere umano ha un altro essere umano dentro di sé, e un altro, e così via. Siamo così soli, finiamo per essere uno dentro l'altro», sorride prima di fondersi in un abbraccio con l'unico altro essere presente.

«Il film è un'operazione collaborativa – racconta Ricuperati, scrittore e fondatore dell’Institute for Production of Wonder che si occupa di progetti multimediali –. Bravissime le protagoniste e Veronica Toppino, che ha disegnato abiti cosmonautici inattesi. Vorrei citare anche Barbara De Micheli e Maurizio Cilli, senza i quali non saremmo mai riusciti nel poco tempo a disposizione a costruire un’installazione visitabile per il Salone e utilizzabile dalla troupe per girare il film. Per Moonage Daydream, oltre all’ovvio omaggio a David Bowie, ho immaginato una situazione insieme di noia e di tensione fisica, quasi erotica. Cosa fanno due rappresentanti del genere umano su una veranda con vista universale? Quando la fantasia atterra su discorsi ben noti e abituali, si avvera la produzione di meraviglia. Ecco perché Moonage Daydream non è un “film sul design”, ma un film tout court».

Girato nei giorni successivi al Salone del Mobile sull'allestimento di Driade al Cinema Teatro Nuovo Arti di Milano, il film, qui visibile in anteprima esclusiva in Italia per il Sole24Ore, parteciperà a festival dedicati a cinema, design e architettura.

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