In Casa
Cucina non solo da esibire: ora (all’occorrenza) si può nascondere
di Fabrizia Villa
Img Description

«Mi si nota di più se vengo e sto in disparte o se non vengo per niente?», domanda Michele Apicella-Nanni Moretti in una celebre scena del film Ecce Bombo. Le nuove cucine fanno decisamente parte della prima opzione: defilate, discrete, ma di forte impatto iconico.

La parola d’ordine è «sottrarre»
A dettare la linea è l’evoluzione degli ambienti domestici che, sempre più fluidi, vedono il progressivo ingresso delle cucine nella zona living, non per mancanza di spazio, piuttosto per desiderio di condivisione e convivialità a 360 gradi. L’esigenza primaria diventa, dunque, quella di tenere sempre tutto in ordine con soluzioni a scomparsa per le zone tecniche, colonne a tutta altezza dai rivestimenti preziosi, pareti che si aprono e scompaiono per dare accesso totale all’area di lavoro, piani scorrevoli che nascondono lavelli e miscelatori abbattibili, diventano taglieri o danno vita a una zona pranzo.

Sottrarre sembra essere la parola d’ordine anche per quel che riguarda elettrodomestici e attrezzature, con una prevalenza di invisibili piani cottura a induzione che diventano addirittura aspiranti, eliminando l’incombente pesantezza della cappa.

Materiali e colori al servizio dell’ordine
Precursore di questa tendenza, Alberto Minotti, art director di minotticucine, azienda fondata dal padre nel 1965, già nel 2000 cercava nei suoi progetti quello che ama definire silenzio visivo. «Quel che conta per me è lasciare lo spazio, il colore alla presenza umana, puntare su forme semplici che non straniscano, sullo spirito sottrattivo che non fa vedere la cappa, le maniglie e gli elettrodomestici».

Le sue cucine sono spesso monomateriche e monocromatiche, sembrano quasi sculture, minimaliste come le opere di Donald Judd. Una per tutte Terra, progetto firmato da Claudio Silvestrin nel 2005 e quest’anno riproposta in bronzo a EuroCucina: un monolite di 1.800 chili di metallo. È in pietra, invece, il piano di Seta, la nuova cucina dalle ante in vetro e seta, che introduce una nuova magia: le colonne emergono automaticamente dal top portando gli elettrodomestici contenuti al loro interno a un livello ottimale per essere utilizzati e, una volta terminato l’uso, ritornano invisibili.

Racchiuse da ante preziose
Giocano a nascondino anche le cucine di Antonio Citterio per Arclinea, grazie al concetto Closet: uno spazio racchiuso con sistema di ante dotate di apertura a scomparsa, che contiene la zona tecnica, i contenitori per cibi e gli strumenti, alleggerendo l’ambiente dedicato alla convivialità. La ricerca di concetti ergonomici che permettano di avere tutto il necessario a portata di mano e di riportare l’ordine con un semplice gesto è alla base del lavoro di Gabriele Centazzo, art director di Valcucine. La sua Logica Celata è il risultato più recente di questo percorso. Si tratta di una grande anta che, grazie a un avanzato meccanismo a contrappeso, muove verso l’alto con un leggero tocco o con la lettura del gesto elettronica e scopre così tutte le attrezzature e l’intera zona di lavoro, uno spazio ampio e totalmente personalizzabile come cucina, ma anche come bar o dispensa.

«Ho utilizzato una semplificazione tecnica affidando il meccanismo alla gravità – spiega Centazzo – un motore che non costa e non si rompe mai. Un’altra particolarità di Logica Celata è l’elemento di fondo per cui ho scelto un materiale con delle particelle che riflettono la luce e danno al pannello un effetto nuvola, quasi immateriale». Su richiesta, si può inserire nello schienale il ciclo circadiano, che regala luce fresca al mattino e calda dopo il tramonto per predisporre al sonno ed è possibile personalizzare, su disegno del cliente, la superficie di vetro dell’anta. Così la cucina integrata al soggiorno, quando non è più in uso, diventa un grande quadro, un modo, sostiene Centazzo «per recuperare l’affettività nei confronti degli oggetti».

Cala il sipario
Una volta terminata la preparazione della cena, il sipario cala anche su Inside System, sistema di contenitori progettati da Giuseppe Bavuso per Ernestomeda che, grazie ad ante rototraslanti a impacchettamento laterale si aprono e si chiudono inserendosi bene anche in spazi contenuti . Qui la scelta di stare in disparte assume sfumature differenti. La privacy la decidono materiali e finiture: dalla trasparenza vedo non vedo del vetro allo schermo totale dei laccati.

Hai raggiunto il limite di 10 articoli gratuiti disponibili questo mese.
Abbonati a Il Sole 24 Ore Mobile per avere accedere illimitatamente a tutti i contenuti del sito mobile
Inserisci il tuo numero di cellulare per attivare l'offerta o, se sei già abbonato, per continuare a leggere.
Altre informazioni