In Casa
Piscine, un tuffo nell’acqua ai confini del cielo (direttamente dal soggiorno)
di Fabrizia Villa
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Continuità. Generare un'onda che si muove tra architettura e paesaggio per creare una visione d'insieme: è questo il ruolo delle nuove piscine. Non conta la tipologia scelta, che sia a sfioro o skimmer, bio, interrata o fuori terra, l'importante è che diventi il prolungamento naturale della casa o del giardino, che parli lo stesso linguaggio. Un cambiamento che vede, come nella moda, la piscina di lusso diventare un oggetto bespoke o made to measure per adattarsi più alle esigenze dei clienti e dei contesti.

Tra le realizzazioni più interessanti degli ultimi tempi è lo specchio d'acqua a due livelli protagonista della riqualificazione di Villa Atelier, in stile neobrutalista progettata da Maurizio Betta negli anni 70 sul Lago di Garda. Dopo un periodo di abbandono, la villa è stata recuperata e arricchita da una piscina a forma libera con un rivestimento interno grigio scuro che dialoga perfettamente con la struttura in cemento armato a vista dell'edificio. I profili geometrici della vasca esaltano i volumi della villa. «La continuità - spiega Annalisa Colletto di Piscine Castiglione - è stata garantita dallo stesso architetto Maurizio Betta. L'effetto non è puramente vintage, a partire dall'utilizzo del grigio per il rivestimento, un colore molto attuale».

La gamma dei colori per le piscine oggi si è notevolmente arricchita. Ora sono richiestissimi il bianco e il sabbia, che regala all'acqua un colore morbido, ideale negli spazi verdi. Cambiano le tinte, ma anche i materiali, spiega Luigi Spedini, presidente di Piscine Laghetto: «La tendenza è minimalista, si utilizzano sempre meno le piastrelle in ceramica e, al mosaico, si preferiscono rivestimenti preziosi come la resina, le lastre di ceramica sottili e di grandi dimensioni e i nuovi materiali touch».

Il risultato alla fine deve essere di omogeneità. Si privilegiano le superfici lisce e il materiale diventa così elemento della natura. Per un effetto ancora più uniforme la tendenza è quella di coordinare l'esterno con l'interno utilizzando gli stessi materiali, come il teak per il bordo piscina, ma anche per le gradinate d'accesso, o il travertino, che nell'infinity pool realizzata da Big Blu all'Argentario trova la sintesi ideale del concetto di continuità, con un colore uniforme per solarium e rivestimento perfettamente integrato con l'abitazione. Scomparsi scalette e trampolini, la piscina è sempre meno ginnica e più luogo d'incontro, dove prevalgono le forme squadrate e allungate e, come spiega Annalisa Colletto «profondità ridotte, 1,20 metri in media».

Sempre più diffuse anche le spiagge, dove il livello dell'acqua non supera i 30 centimetri. «Tutti questi cambiamenti vanno nella direzione della piscina come elemento di arredo», osserva Spedini, che ha sviluppato questo concetto creando bordi morbidi, sedute mezze dentro e mezze fuori dall'acqua e accessi facili perché «la sensazione deve essere quella di passare dal divano all'acqua».

Meno barriere tra dentro e fuori, dunque. Non a caso, per il futuro, i costruttori sembrano scommettere tutti sulla trasparenza, con parapetti in metacrilato o vetro che portano l'acqua ai confini del cielo. Ma il sogno non è necessariamente minimalista, come dimostra la realizzazione di Paghera su uno sperone di roccia affacciato sul mare della Costa Azzurra. Con un artificio paesaggistico fatto di acqua, sabbia, roccia e vetro, l'azienda bresciana, specializzata in progettazione di giardini e spazi verdi, ottiene un effetto di massima naturalità: un'innocente bugia ancora una volta nel segno della continuità tra architettura e paesaggio.

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