In Casa
Cappe «invisibili» purificano l’aria
di Paola Guidi
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Come se non bastassero le diverse possibili installazioni delle cappe – a parete, ad angolo, a isola, a incasso, a soffitto, sotto pensile – se ne sono aggiunte di nuove e più particolari, come le downdraft (che emerge dal piano di lavoro della cucina, ndr) e quelle integrate al centro o ai lati del piano cottura (e ad esso connesse tramite app). La cappa aspirante è l’elettrodomestico che forse ha registrato negli ultimi anni i cambiamenti più numerosi. All’ultima edizione di Eurocucina e al Kbis di Orlando, abbiamo visto una serie di proposte che finalmente trasformano questo apparecchio da elemento “quasi decorativo” a fondamentale componente a salvaguardia della qualità dell’aria.

Grazie ai nuovi motori brushless, a speciali isolamenti, alla razionalizzazione dei flussi dell’aria e al nuovo design dell’aspiratore, la nuova cappa di Falmec, per esempio, arriva a ridurre la rumorosità sino all’80% rispetto ai modelli tradizionali. Quanto ai filtri, anziché sostituire quello a carbone (non costa poco) lo si può lavare in lavastoviglie a 60 gradi e poi metterlo nel forno per 10 minuti a 100 °C per fargli riacquistare così la sua efficacia filtrante. Dotata di ripiani e di un canale attrezzato molto utile, prevede anche l’impiego della zeolite, che ha un elevato potere di assorbenza dell’umidità e degli odori. Spazio, disegnata da Francesco Lucchese, introduce altresì funzionalità interessanti: è dotata di porta Usb e di prese elettriche per la ricarica di diversi devices elettronici e di un supporto per il tablet.

Le nuove tecnologie studiate soprattutto da produttori italiani (in Italia è presente i primo distretto mondiale del settore), grazie a sofisticati controlli e motori, stanno risolvendo il problema della presenza dello spesso antiestetico e ingombrante tubo di aspirazione/espulsione dell’aria inquinata: la versione a ricircolo non richiede il condotto perchè “tratta” con più filtri l’aria senza espellerla. Faber ha presentato a Eurocucina la tecnologia Airlane: in soli 30 cm di controsoffitto un secondo motore ha la funzione di attirare, aspirando con forza, l’aria inquinata con i vapori e gli odori facendola salire lungo un cono/condotto virtuale per poi farla uscire da uno dei 4 lati da scegliere al momento dell’installazione. La nuova Glow, in diverse potenze aspiranti, sale e scende a comando in base alle necessità della cucina.

I nuovi sensori di umidità, inquinamento, polveri e calore trovano applicazione nei nuovi set aspirazione-cottura come la Hob2Hood di Aeg/Electrolux. Il piano a induzione è dotato di sensori che in base alla scelta dell’utente tra i diversi tipi i cottura (ebollizione, brasatura, mijotage, frittura, ecc), al tipo e alla quantità di inquinanti “annusati” e misurati, decide quando e come far funzionare la cappa.

Ormai qualche tempo fa, la tedesca Bora ha inventato uno dei più efficienti, se non il più efficiente, sistema di aspirazione: al centro del piano a induzione un’area circolare aspirante con notevole potenza (su 9 livelli), attira ed elimina i vapori e gli odori nel momento in cui si formano durante la cottura, evitando così che si spandano nell’ambiente. Questo richiede meno energia rispetto alla tradizionale cappa. I fumi vengono eliminati verso l’esterno da un apposito condotto: attenzione, più è lungo e meno sarà efficacie. Da segnalare anche Nicola Tesla Switch di Elica perchè molto potente e subito pronto all’uso.

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