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Archivio Biasi, una ricerca costante in vista del catalogo ragionato
di Francesca Pizzo e Corrado Gagliano
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Nel gruppo N solo tre artisti hanno un archivio, oltre a Ennio Chiggio a Padova e Toni Costa presso la Galleria Spazia di Bologna, Alberto Biasi alimenta da anni il suo Archivio Alberto Biasi gestito dal figlio Michael Biasi presso la galleria di famiglia MAAB gallery di Milano. In questa intervista Michael racconta come lavora e quali gli obiettivi.

Quando è nato e com’è strutturato l’Archivio Alberto Biasi?
L'archivio è nato per volontà della famiglia Biasi allo scadere del primo decennio degli anni 2000. L'obiettivo è stato quello di avviare un lavoro di ricerca e catalogazione delle opere realizzate dal maestro e della documentazione storica raccolta e conservata negli anni. Si compone di circa 2.200 opere catalogate per tipologia: dalle prime sperimentali “Trame” del 1959 fino ai più recenti “Assemblaggi”, passando per un cospicuo numero di “Torsioni” e i “Rilievi Ottico-Cinetici”. L'archivio possiede, inoltre, un prezioso nucleo di opere storiche e di documenti risalenti al periodo di attività del Gruppo N e agli anni 60 e 70. Si tratta di inviti alle mostre, manifesti, cataloghi, fotografie e lettere che testimoniano la coesione e le collaborazioni tra i membri del gruppo.
Le opere sono registrate e archiviate in forma cartacea e contestualmente viene aggiornato un catalogo digitale che tiene traccia della produzione artistica del maestro.

Com'è gestito e finanziato l'archivio?
L'Archivio è gestito dall'associazione culturale “Archivio Alberto Biasi”. La gestione è in gran parte autofinanziata; a ciò si aggiunge un piccolo apporto derivante dai costi di archiviazione. Le spese di archiviazione ammontano a 1.000 €, di cui 800 € strettamente legati alla procedura di autenticazione e registrazione dell'opera presentata e 200 € destinati, invece, a una causa benefica a scelta tra quelle indicate dal maestro, cioè alla Lega Italiana Tumori oppure a Medici Senza Frontiere.

Prevedete di lavorare su un catalogo ragionato?
Una delle finalità dell'Archivio, a lungo termine, è la realizzazione di un catalogo ragionato. In tale prospettiva stiamo cercando di ricostruire, avvalendoci di fonti iconografiche e catalografiche, le vicende espositive di ogni opera da noi conservata.

Sono mai capitate controversie durante il processo di autenticazione? Il maestro ha sempre seguito le sue opere, quindi si conosce la storia e le posizioni di un gran numero di esse. Al momento molte sono già archiviate, di conseguenza le richieste di autenticazione sono contenute. Ciò nonostante negli anni ci sono capitati alcuni casi di falsi che sono stati immediatamente segnalati al reparto dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

Applicate una politica protettiva rispetto alle opere di Biasi oppure giudicate positivamente i passaggi in asta?
No, nessuna politica protezionistica. Riguardo la case d'asta, attualmente c'è una proposta troppo ampia in Italia. Spesso non hanno la professionalità e le competenze necessarie a valorizzare al meglio le opere, nella maggior parte dei casi creano dei danni al mercato. Nonostante questo, spesso l’Archivio viene contattato dalle case d'asta, quelle che fanno un lavoro più accurato nella realizzazione dei loro cataloghi, per verificare l'autenticità delle opere. Così offriamo la nostra collaborazione nel controllare eventuali note bibliografiche ed espositive che saranno poi pubblicate in catalogo.

In che rapporto siete con le altre gallerie, nazionali e internazionali, che trattano le opere del maestro?
L'Archivio collabora con diverse gallerie nazionali e internazionali sia per ciò che concerne le valutazioni e le eventuali acquisizioni di opere, ma anche per quanto riguarda la preparazione delle esposizioni. Spesso l'Archivio fornisce supporto logistico in fase di preparazione delle mostre e materiale storico utile per la redazione dei cataloghi. Le collaborazione più attive al momento sono con la MAAB Gallery (che ospita fisicamente l'archivio) e la Dep Art per quanto riguarda Milano, la Tornabuoni Art a Parigi e The Mayor Gallery a Londra . Infine, oltreoceano, la Ravizza Brownfield Gallery di Honolulu dov’è in preparazione una retrospettiva sul lavoro del maestro.

Come sta andando il mercato dopo la flessione degli ultimi anni? Monitorate gli acquisti in asta? L'Archivio non è particolarmente attento alle aste. Purtroppo al momento il mercato italiano sta evidenziando i suoi limiti. Per ottenere dei buoni risultati, validi anche a lungo termine, credo che il modo migliore sia operare all'estero.

Ci sono progetti in cantiere che coinvolgono l'Archivio? Sarà mai messo in esposizione e reso visitabile?
Al momento l'Archivio sta collaborando con il professor Alberto Zanchetta in merito alla realizzazione di un importante volume dedicato all'attività del Gruppo N. Non è visitabile ma si sta valutando la possibilità di renderlo fruibile online. Tuttavia l'Archivio rimane aperto e a disposizione di studenti e ricercatori che vogliano approfondire lo studio dell'Optical Art, del Gruppo N e di Alberto Biasi. Sono state molte le richieste di consultazione provenienti anche da studenti di università straniere.

Di cosa si sta occupando attualmente il maestro?
Il maestro continua a lavorare su nuove opere. Attualmente, inoltre, vi è un'esposizione delle sue opere presso la sede milanese di Banca Mediolanum. Esposizione che in parte presenta opere della collezione della banca e in parte opere in prestito dalla MAAB Gallery.

5 SETTEMBRE 2018
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