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Asse Aja-Venezia per l’arbitrato dell’arte
di Giuditta Giardini
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Arbitrato, mediazione e negoziazione costituiscono i cosiddetti Alternative Dispute Resolution, in sigla ADR, metodi alternativi di risoluzione delle controversie che invalgono nelle dispute commerciali internazionali per la loro efficacia e rapidità. L'estrema flessibilità e la riservatezza di queste vie alternative al giudizio si coniuga bene con le contese aventi ad oggetto beni d'arte. Per fare un esempio, molti casi di restituzione di oggetti d'arte abbracciano aree non prettamente giuridiche come quella del commercio, della cultura, dell'etica, della storia, della morale e della religione. Questa trasversalità emerge nel caso di scuola Repubblica Austriaca contro Altmann , più tardi traposto nella pellicola “Woman in Gold” del 2015. Secondo l'avvocato polacco, Peter Polak, presidente del comitato arte e cultura dell'Associazione Internazionale degli Avvocati (IBA ), quello che emerge dall'analisi dei fatti sono: “una grande varietà di interessi in gioco” e la contestuale: “insufficienza e inadeguatezza della cornice giuridica di riferimento”.

Al via in Olanda. Per far fronte al vuoto legislativo percepito nelle dispute che interessano i beni d'arte, il 7 giugno scorso all'Aja (Olanda) è stata aperta la prima Corte Arbitrale per l'Arte (CAA), fondata dal The Netherlands Arbitration Insitute (l'Istituto Arbitrale dei Peasi Bassi) e l'associazione no-profit Authentication in the Art , come anticipato da Plus24 del 19 maggio scorso. Per far partire il progetto, il co-fondatore, l'avvocato newyorchese William Charron (dello studio Pryor Cashman LLP), ha radunato un gruppo di lavoro composto da esperti avvocati tra cui Luke Nikas (dello studio Quinn Emanuel Urquhart & Sullivan LLP), Megan Noh (dello studio Cahill Cossu Noh & Roinson LLP ), Judith Prowda (dello studio Stropheus Art Law ) e Sotheby's Institute of Art. Il team di art lawyer ha anche codificato le nuove regole del tribunale arbitrale in vigore dal 30 aprile 2018. Nonostante la sede del Tribunale sia all'Aja sarà possibile litigare in ogni parte del mondo dando esecuzione ai lodi in forza della Convenzione di New York del 1958 e di altre convenzioni internazionali. È possibile sottoporre alla CAA dispute in materia di frode, contratti, autenticità, proprietà e restituzione.

Venezia si attrezza. Dopo meno di un mese, nel corso del terzo incontro di “Arte e Diritto” del 22 giugno scorso sullo spinoso ed attualissimo tema delle restituzioni d'arte, organizzato dall'avvocato Fabio Moretti e moderato dall'avvocato Giuseppe Calabi (CBM & Partners ), la presidentessa della Camera Arbitrale di Venezia, l'avvocato Patrizia Chiampan, ha annunciato l'apertura di una Sezione speciale presso la Camera Arbitrale di Venezia dedicata all'arbitrato di contese aventi ad oggetto beni d'arte. La decisione sarebbe stata presa settimane fa dal consiglio di amministrazione della Camera e anticipata da Plus24 del 19 maggio. Già dal 2015 era stata aperta la sezione ADR ARTE specializza nella mediazione, presso la Camera Arbitrale di Milano, oggi, a questa si affianca l'esperimento veneziano.

Diritti di avvio del procedimento
€ 100,00 + I.V.A. - a carico della parte che attiva la procedura
Diritti solo nomina Arbitro Unico / Collegio arbitrale
€ 100,00 + I.V.A. - dovuti nel caso istanza di nomina arbitro / Collegio arbitrale, senza amministrazione dell'intera procedura arbitrale. A carico della parte istante.

Qualora la controversia sia di valore indeterminabile gli onorari applicabili saranno quelli dello scaglione da € 25.800,01 a 50.000,00 se di modesta importanza, maggiorabili sino al triplo se la controversia risulti di straordinaria importanza o particolare complessità. I diritti di segreteria in tali casi saranno calcolati in € 350,00 per le cause di modesta importanza ed in € 1.000,00 per quelle di straordinaria importanza o particolare complessità.
Gli onorari si intendono al netto di I.V.A . e di oneri accessori.
http://www.camera-arbitrale-venezia.com/index.php?IdPagina=63

La storia. Dal dopoguerra fino ad oggi, l'estrema duttilità degli ADR, li ha resi i metodi prescelti specialmente nelle contese per la restituzione di opere d'arte appartenute a famiglie ebree e confiscate dai nazisti o ad essi vendute dietro minaccia e costrizione. Molti organismi nazionali sono sorti all'uopo, ne è un esempio la sezione della Camera Arbitrale Informale tedesca“Art Lost Foundation” , costituita da dieci advisor (avvocati, storici e storici dell'arte) che emettono raccomandazioni aventi efficacia di soft law (quindi non vincolanti per le parti, ma persuasivi) per la risoluzione pacifica di controversie aventi ad oggetto beni del bottino nazista. Alla conferenza del 22 giugno, l'art lawyer tedesco Katharina Garbers-von Boehm, (CMS Hasche Sigle di Berlino) ha spiegato come lo statuto della camera si ispiri ai Principi della Conferenza di Washington (1998) (e relativa Dichiarazione ) applicabili alle opere d'arte confiscate dai nazisti. Con il tempo questi Principi sono divenuti fondamentali per le restituzioni di beni sottratti alle famiglie ebree in tempo di guerra e in possesso di Stati, istituzioni pubbliche e oggi anche collezionisti privati, come dimostra il caso Gurlitt, relativo alla restituzione di beni presenti nella collezione di Cornelius Gurlitt dell'erede di Hildebrand Gurlitt, mercante d'arte di Hitler (si veda il Gurlitt Provenance Research Project ). Anche l'avvocato dell'arte Howard N. Spiegler (dello studio Herrick ) ha fondato proprio su questo strumento di soft law la sua azione per il recupero dell'opera di Egon Schiele, il ritratto dell'amante dell'artista Wally Neuzil, appartenuta al mercante d'arte Lea Bondi, contro il Leopold Museum di Vienna.
La proliferazione delle azioni degli eredi per il recupero di opere d'arte messe al bando dalle principali case d'aste ha persino reso necessaria la creazione di un Dipartimento specializzato nelle restituzioni di opere d'arte del periodo 1933-1945 presso Sotheby's (Londra). A dirigere questo team di avvocati e art specialist è lo storico dell'arte Richard Aronowitz-Mercer, che opera da mediatore tra gli eredi delle famiglie spossessate di opere d'arte durante la seconda guerra mondiale e gli attuali possessori, “consignor”, che concedono per la vendita all'incanto lotti a Sotheby's. Aronowitz-Mercer fa sapere che la maggior parte di queste dispute vengono risolte stragiudizialmente (di norma, le parti concordano nel dividersi il ricavato della vendita), tramite accordi conclusi in virtù dei Principi della Conferenza di Washington del 1988.
Dal 26 al 28 novembre 2018, la Lost Art Foundation organizzerà un ciclo di conferenze su “20 Years Washington Principles: Roadmap for the Future” per celebrare il ventennale dell'adozione dei principi, considerarne a posteriori l'efficacia e lanciare uno sguardo al futuro. Il programma è già disponibile sul sito .

28 GIUGNO 2018
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