null
Pari opportunità, un'occasione

Gli applausi più numerosi e sentiti li ha raccolti Adrian Michaels, 38 anni, il corrispondente del «Financial Times» da Milano. Che è intervenuto su vari temi, dall'apertura dei negozi («Bisogna guardare sul giornale per sapere quali sono aperti») al contenuto «maschilista» e contradditorio di molti dei principali siti internet italiani. Michaels ha dialogato sia con gli altri corrispondenti esteri presenti sul palco sia con la vivace platea in occasione della sessione sui media del secondo forum sulla Cultura d'impresa e la leadership al femminile organizzato ieri a Milano dal Sole 24 Ore Formazione. L'incontro, preparato in collaborazione con Ibm e Upim con la sponsorizzazione di PriceWaterhouseCoopers e con il contributo di D'Antona & partners, aveva l'obiettivo di fare il punto della situazione sulle politiche per l'occupazione al femminile. In mattinata è intervenuto il ministro per i Diritti e le Pari opportunità, Barbara Pollastrini, che ha annunciato di voler presentare nel nuovo Parlamento un disegno di legge per «promuovere le pari opportunità nelle carriere e per introdurre norme transitorie per l'immissione di talenti femminili nei consigli di amministrazione». In particolare, il ministro uscente ha sottolineato che l'uso di incentivi fiscali (fino a 140 euro nelle cosiddette "zone C") destinati alle imprese in aree di crisi che assumono manodopera femminile «registra risultati rassicuranti che ci confortano». Secondo Pollastrini il clima politico è profondamente cambiato rispetto a quando il convegno era stato progettato. Con la caduta del Governo Prodi il tema delle pari opportunità «cadrà nel tritacarne del dibattito elettorale» ha previsto il ministro sottolineando però l'importanza che «i semi gettati vadano fatti germogliare per dare forza a misure urgenti e indispensabili in Italia». Dopo l'intervento del ministro, sono state parecchie le relazioni strutturate, provenienti sia dall'università sia da ricerche, che hanno messo in evidenza i ritardi dell'Italia su questo versante rispetto alle statistiche medie degli altri Paesi Ue. Entrando nei dettagli è stato però evidenziato come ci siano alcune zone dell'Italia, in particolare la Lombardia (ma anche in generale tutto il sistema industriale del Nord) a vantare record europei. È il caso delle donne lavoratrici milanesi che battono addirittura, anche se sul filo di lana, quelle di Stoccolma. L'Italia registra invece un forte ritardo nelle aree meridionali. Che cosa fare per recuperare il terreno perduto? Diverse le ricette. C'è chi, come i professori Alberto Alesina (Harvard) e Andrea Ichino (Bologna) hanno proposto, proprio sulle colonne del Sole 24 Ore, di detassare il lavoro femminile, magari incrementando un po' quello maschile: nel complesso però l'operazione non dovrebbe creare buchi nei conti pubblici perché è prevista a gettito invariato. Le docenti della Bocconi, Alessandra Casarico e Paola Profeta, suggeriscono invece di intervenire su tre fronti con politiche pubbliche e di welfare con incentivi fiscali a favore delle famiglie, interventi sulle imprese e sui ruoli familiari. Se le ricette sono diverse, hanno sottolineato i moltissimi interventi, l'obiettivo comune è però quello di valorizzare il lavoro femminile in modo da accelerare la crescita dell'economia in maniera sostenibile perché «il genere femminile porta valore aggiunto», mentre per altre esponenti «le donne sono un valore. E basta». (F.V.)

Martedí 11 Marzo 2008
MARTEDÍ 11 MARZO 2008
Hai raggiunto il limite di 10 articoli gratuiti disponibili questo mese.
Abbonati a Il Sole 24 Ore Mobile per avere accedere illimitatamente a tutti i contenuti del sito mobile
Inserisci il tuo numero di cellulare per attivare l'offerta o, se sei già abbonato, per continuare a leggere.
Altre informazioni